Ricordi giovanili dalla boxe alla carne: perché i giochi arcade di combattimento nella città arcade sono stati popolari per trent'anni?
1. Primo incontro: La 'scatola magica' nell'angolo buio
Per molte persone nate negli anni '80 e '90, la scena del primo incontro con i giochi arcade di combattimento potrebbe essere ancora chiara come ieri. Potrebbe essere la "sala giochi" in cui ci si intrufolava dopo la scuola, le due macchine poco appariscenti nell'angolo del centro commerciale, oppure il chiosco temporaneo allestito alla fiera di paese: la "scatola" posizionata nell'angolo con uno schermo luminoso attira sempre facilmente l'attenzione.
L'attrazione iniziale deriva spesso dal più intuitivo "senso di confronto". A differenza dei giochi singolo giocatore che si basano su "sfide solitarie", i giochi di combattimento arcade nascono con il gene del "confronto tra persone": inserisci una moneta, scegli il tuo personaggio preferito, e l'avversario potrebbe essere uno sconosciuto o un amico della stessa classe. Non è necessaria una complessa preparazione narrativa né lunghe spiegazioni delle regole. Basta controllare i movimenti del personaggio attraverso il joystick, utilizzare i tasti per pugni e calci per creare combinazioni, e scoprire tecniche letali come il "Pugno d'Onda" e il "Pugno del Drago Ascendente" per entrare rapidamente in uno stato di tensione agonistica.
Nel 1987, l'uscita di Street Fighter accese completamente la febbre per i giochi arcade di combattimento. All'epoca, i grafici erano ancora in uno stile pixelato rudimentale e i movimenti dei personaggi leggermente rigidi. Tuttavia, le immagini classiche di "Long" e "Ken", insieme agli effetti sonori magici del "Colpo d'Onda" (pronuncia: Fuel Consumption Root), divennero l'impressione iniziale di innumerevoli persone sui giochi di combattimento. Il successivo "King of Fighters 97" portò questa tendenza al culmine. Le fiamme viola del Tempio degli Otto Dei e le fiamme rosse di Kusanagi Jing non solo divennero elementi iconici del gioco, ma furono stampate anche sui libri di testo e sul materiale scolastico degli studenti, arrivando persino a diventare un codice segreto per "riconoscere parentele" tra amici: con una sola frase, "Sai giocare agli Otto Dei?", due sconosciuti potevano immediatamente avvicinarsi.
2、Dipendenza: non solo "giocare ai videogiochi", ma anche un "rituale sociale"
Il fascino dei giochi arcade di combattimento risiede non solo nei giochi stessi, ma anche nella "sfera sociale offline" che costruiscono. In un'epoca senza smartphone e prima che lo streaming live degli esports diventasse popolare, le macchine arcade per combattimenti nelle sale giochi erano i centri sociali più frequentati.
Il 'socializzare' qui porta con sé la forma più pura di 'competizione e rispetto'. Se i giocatori principianti falliscono spesso, ci saranno sempre giocatori esperti che si faranno da parte volontariamente per insegnare loro personalmente la tecnica del "muovere a sfregamento": "Scuoti il joystick verso il basso descrivendo una mezza circonferenza, poi premi il pugno per eseguire il Pugno del Drago Ascendente"; "Lo Stile dei Tre Girasoli degli Otto Dei va eseguito lentamente, non preoccuparti". Se incontrano avversari alla pari, possono giocare partita dopo partita, dalla sera fino a tarda notte, finché non finiscono le monete prima di salutarsi. Prima di andare via, concorderanno comunque un appuntamento per "decidere il vincitore domani alla stessa ora". Non ci sono complicati copioni sociali, né identità virtuali online, soltanto scontri tra personaggi sullo schermo e comunicazione sincera al di fuori dello schermo: vincere significa essere lodati come "genio tecnico", perdere comporta il conforto di un "riprova la prossima volta". Questa interazione semplice e diretta è diventata una preziosa "illuminazione sociale" per molte persone durante l'infanzia.
Oltre allo 'scontro', i giochi arcade di combattimento contengono anche molti 'ricordi collaborativi'. Alcuni giochi arcade supportano una modalità a squadra per due giocatori, come in "Three Kingdoms Chronicles" (anche se si tratta di un gioco a livelli, contiene elementi di combattimento), in cui due giocatori devono collaborare per lanciare abilità e condividere i danni al fine di completare con successo il gioco; persino nei giochi puramente competitivi, il pubblico che osserva si unisce inconsciamente in squadre: alcuni tifano per il giocatore a sinistra, altri gridano per quello a destra, e ogni volta che c'è un'azione spettacolare, tutti esultano insieme. La gioia della risonanza collettiva è qualcosa che non potrà mai essere sostituita dal giocare da soli a casa.
3、 Perseveranza: Sono passati trent'anni, perché ci sono ancora persone che rimangono fermamente legate ad esso?
Il settore del gaming è già stato rivoluzionato: i grafici dei giochi per console sono paragonabili a quelli dei film, i giochi mobili possono essere giocati in qualunque momento e ovunque, e le competizioni di esports attirano milioni di spettatori. Entrando oggi in una sala giochi, ci sono ancora molte persone che si fermano davanti alla postazione di combattimento – ci sono giovani ventenni, giocatori di mezza età con figli, e persino anziani dai capelli bianchi che ogni tanto inseriscono monete per rivivere la sensazione del passato.
C'è chi dice che siano state le "emozioni" a mantenerlo saldo fino ad oggi. Per coloro nati negli anni '80 e '90, i giochi arcade di combattimento sono la "macchina del tempo" della giovinezza: basta impugnare il familiare joystick ed ascoltare gli effetti sonori noti per tornare immediatamente all'epoca in cui, con i soldi in tasca, ci si intrufolava nella sala giochi. Tutti i ricordi dell'infanzia e delle amicizie riaffioreranno uno dopo l'altro ad ogni pressione dei tasti. Come ha detto una volta un giocatore ormai adulto: "Ora ho un Switch e un PS5 a casa, ma ogni tanto mi capita ancora di chiamare gli amici per giocare qualche partita a 'King of Fighters 97' in città. Non lo faccio perché sia particolarmente divertente, ma perché ogni volta che gioco mi tornano in mente i giorni in cui da bambino combattevo con i miei amici per il possesso del joystick."
Ma oltre alle emozioni, è l'"insostituibilità" dell'arcade da combattimento in sé la chiave della sua esistenza a lungo termine. Rispetto ai giochi attuali che richiedono operazioni complesse e un investimento prolungato, i giochi arcade di combattimento offrono i vantaggi di un "basso livello di ingresso e un alto tasso di feedback": non è necessario imparare sistemi complessi, non occorre perdere tempo a potenziare l'equipaggiamento, si può giocare con le monete e una partita dura solo pochi minuti, con un vincitore o un perdente ben definito. Questa "soddisfazione istantanea" soddisfa perfettamente le esigenze di uno stile di vita veloce delle persone moderne. Allo stesso tempo, il suo "attributo di confronto offline" non può essere sostituito dai giochi online: nelle battaglie online ci si trova separati dagli schermi e non si possono percepire le emozioni dell'avversario; davanti all'arcade, invece, si possono vedere le mani tremanti dell'avversario quando è nervoso e ascoltare le sue grida di eccitazione. Questo "senso reale di interazione" non può essere offerto dalle reti virtuali.
4、Eredità: dalla "Sala Giochi" ai "Simboli Culturali", la Nuova Vita delle Cabine per Giochi di Combattimento
Oggi i giochi di combattimento per cabinati non sono più soltanto "strumenti di intrattenimento", ma sono diventati un unico "simbolo culturale". In molte mostre a tema nostalgico nelle città, diversi cabinati classici vengono sempre esposti affinché i visitatori possano provarli gratuitamente; alcuni ristoranti e caffè utilizzano inoltre le macchine da gioco come elementi decorativi per attirare clienti nostalgici; persino in alcune serie televisive e film, i giochi di combattimento per cabinati sono diventati un elemento standard dei temi legati alla "giovinezza" — ne "L'Anno di Fuoco", la scena in cui Chen Xun e Qiao Ran giocano al cabinato nella sala giochi è diventata un ricordo collettivo di un'intera generazione.
Ancora più sorprendente è che la generazione più giovane stia gradualmente accettando questa 'tendenza retro'. Molti nati dopo il 2000 provano i giochi da sala in arcade per curiosità; alcuni club di videogiochi nelle università organizzano anche competizioni di fighting game per ridare vita ai classici in forme nuove. Come ha detto un giocatore nato dopo il 2000: "La prima volta che ho giocato a 'King of Fighters' è stato perché mio padre mi ci aveva portato. Ora vado in arcade con i miei compagni di classe per sfidarmi. Anche se le mie abilità non sono all'altezza di quelle di mio padre, trovo che questo stile di gioco faccia a faccia sia più interessante del giocare online in anonimato"
Dalla sua prima comparsa negli anni '80, alla popolarità diffusa a livello nazionale negli anni '90, fino al nostalgico rinascimento attuale, i giochi di combattimento arcade hanno attraversato trent'anni di alti e bassi. Potrebbe non essere più il "mainstream" del settore videoludico, ma rimarrà sempre un'"esistenza speciale" nel cuore di innumerevoli persone. Perché racchiude non solo un'epoca del mondo dei videogiochi, ma anche ricordi di giovinezza, amicizia e passione appartenenti a diverse generazioni: finché la leva potrà ancora essere mossa e i pulsanti premuti, questo ricordo non svanirà mai.